Non solo l'aborto e il matrimonio gay, ma anche temi prettamente laici, come il negoziato con l'Eta e la Legge sulla memoria, che elimina dal Paese i residui di franchismo. A poco piu' di un mese dalle elezioni del 9 marzo i vescovi spagnoli scendono in campo e elencano le "leggi gravemente ingiuste" del governo di Jose Luis Zapatero. La conferenza episcopale le elenca in una nota nella quale, come accadde alla vigilia delle elezioni del 2004, fa costante riferimento alle indicazioni di Benedetto XVI sul matrimonio omosessuale e sull'aborto. I vescovi non citano alcun partito ma chiariscono, come premessa: "...Non tutti i programmi sono ugualmente compatibili con la fede e le esigenze della vita cristiana". La lettera difende la "famiglia fondata sul matrimonio" da "altre forme di unione che la destabilizzano, oscurando il suo carattere peculiare e la sua insostituibile funzione sociale". Quanto all'aborto e all'eutanasia, i vescovi sottolineano "il pericolo di scelte politiche e legislative che contraddicono i valori fondamentali e i principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare il rispetto dalle vita umana in tutte le sue fasi". I vescovi muovono guerra anche alla politica dell'istruzione del governo Zapatero, e in particolare al programma di Educazione civica ("Educazione alla cittadinanza") che, a parere degli alti prelati, "danneggia il diritto dei padri -e della scuola che con loro collabora- e crescere i figli secondo le proprie convinzioni religiose e morali. Inoltre, afferma la lettera, "diventa sempre piu' difficile inserire lo studio libero della religione cattolica nei curricula degli studenti della scuola pubblica". L'affondo contro il governo sull'ETA, con cui Zapatero ha cercato un negoziato, non e' esplicito e, pero', efficace. I vescovi, riprendendo una precedente lettera pastorale approvata nel novembre del 2006, si rivolgono "ai cattolici e ai cittadini che vogliano agire responsabilmente" invitandoli ad appoggiare quei partiti che non riconoscano "esplicitamente o implicitamente un'organizzazione terrorista come interlocutore politico". (AGI) - Madrid, 31 gennaio
Ultimo aggiornamento : 06-02-2008 03:06
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